Mother Cabrini: un film sulla patrona degli emigrati

Siamo lieti di poter annunciare l’anteprima pubblica di un grande film di produzione internazionale che si svolgerà a Roma il 23 maggio 2019 alle ore 21 al “Cinema delle Province”, tra le cui principali protagoniste c’è Floranna De Santis, una giovane attrice nata e cresciuta nella periferia romana, nella nostro quartiere di Torre Maura, che conosce bene la nostra vita associativa e che con questo importante lavoro ha realizzato un grande traguardo nella sua vita professionale.

Floranna De Santis

“Da sempre nutro grande passione per la recitazione, la danza e l’arte e grazie alla mia famiglia ho potuto coltivarle con serenità ed entusiasmo – ci racconta con sincero entusiasmo Floranna – fin quando è arrivato il film “Mother Cabrini” con una produzione ed un cast da sogno. La “Cristiana Video” mi ha accolto nella sua grande famiglia con autentica amicizia. È stata un’esperienza che mi ha lasciato un segno profondo. Quando rifletto sulla possibilità di diventare un’attrice professionista mi viene subito il pensiero che questo sia il lavoro più bello del mondo. Leggere copioni. Interpretare personaggi. Scovare emozioni. Raccontare storie. Regalare parte di noi stessi. Auguro a tutti di poter coltivare sempre le proprie vere passioni e magari riuscire a trasformarle in un lavoro!”

 

Il lungometraggio incarna «il desiderio di trovare in un linguaggio moderno la figura e la missione di madre Cabrini», ha spiegato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che ha patrocinato il film. Una «donna obbediente», l’ha definita mons. Fisichella. Innanzitutto al mandato datole da Leone XIII: non all’Oriente, al pari del gesuita del quale aveva adottato il nome, ma all’Occidente, verso le Americhe, al fianco degli emigrati italiani. Ma anche una «grande imprenditrice», prima santa americana (prese la cittadinanza statunitense nel 1909), in grado di «compiere tutto con gli occhi della fede». E ancora donna influente, anzi «una delle donne più influenti della storia americana», come l’ha definita Calista Gingrich, ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Santa Sede.
E poi viaggiatrice instancabile – 28 traversate atlantiche, il passaggio delle Ande a dorso di mulo – in treno, in carrozza e a piedi dagli Stati Uniti al Brasile, per fondare scuole e ospedali e portare conforto agli italiani nel buio delle miniere così come in quello – a volte ancora più oscuro – del carcere e della solitudine.
Una figura di grande attualità, un «esempio di vita che può dirci oggi più ancora che in passato», ha sottolineato madre Barbara Staley, statunitense, superiora generale delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Che il carisma di Francesca Saverio Cabrini sia «di un’attualità straordinaria» lo aveva ricordato anche papa Francesco, perché «i migranti hanno bisogno certamente di buone leggi, di programmi di sviluppo, di organizzazione, ma hanno sempre bisogno anche e prima di tutto di amore, di amicizia, di vicinanza umana; hanno bisogno di essere ascoltati, guardati negli occhi, accompagnati; hanno bisogno di Dio, incontrato nell’amore gratuito di una donna che, col cuore consacrato, ti è sorella e madre».

Per chi vuol saperne di più:

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