Mai smettere di “fare memoria”, per una possibilità di futuro.

“A volte il destino si ferma su un pianerottolo, a due metri da te. Sceglie, il destino. Non bussa alla tua porta, ma a quella di fianco, dove ci sono tua sorella di otto anni e tua nonna: e le porta via, per sempre. Tu sei ad un soffio da loro, la porta accanto è quella che ti sta risparmiando l’oblio. E la parabola della tua vita si staglia in quel metro che ti separa da quella porta sullo stesso pianerottolo. E ti lascia vivere, il destino. Forse ha scelto te, in memoria di milioni di morti. Dovrai testimoniare, fino a quando avrai fiato in gola.” Nando Tagliacozzo

Questa è la vera storia di Nando Tagliacozzo un piccolo bambino nel 1943, poi ingegnere ebreo. Una testimonianza di vita vissuta, il suo, fatto in occasione del nuovo talk del “Festival dello Stupore”, proposto ed organizzato dalla Comunità di S.Egidio il 29 gennaio 2024, presso la sede di Via dell’archeologia a Tor Bella Monaca.

Una testimonianza emozionante e vibrante, affiancata dalle parole appassionate della regista e sceneggiatrice, Francesca Archibugi che, ha raccontato della sua ultima opera televisiva “LA STORIA”, tratta dal libro omonimo di Elsa Morante, uno dei libri cardine del 900.

Quando prende la parola Nando Tagliacozzo, racconta tutta d’un fiato la sua storia.
Le date scolpite nella mente: 16 ottobre 1943, rastrellamento del ghetto di Roma. E lui, un bambino di 5 anni, quel giorno in casa con il papà e la madre. Nell’altro appartamento la sua sorellina e sua nonna. In quegli attimi in destino sceglie: lui ed i suoi genitori vivi, sua sorella e sua nonna ad Auschwitz. Non le rivedrà mai più. Il passaggio successivo del suo narrare parla del rifugio in un convento durato mesi. Lui ed il resto della famiglia salvati dalle suore, non il suo papà purtroppo. Dopo pochi mesi fu, attraverso un falso appuntamento, venduto ai nazisti.
Il tono della voce sempre fermo, le parole misurate: ad un certo punto, però, Nando Tagliacozzo sembra non riuscire a proseguire. La voce si fa rotta, adesso parla della sorella Ada a cui è stata dedicata una scuola. E’ un racconto che ognuno di noi dovrebbe ascoltare. Per non dimenticare…mai.

NON C’È FUTURO SENZA MEMORIA”. Primo Levi

Testo del racconto storico di N.Tagliacozzo estratte dall’articolo: http://www.elven.it/422010-giornate-della-memoria/

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