Aggiungi un posto (virtuale) a tavola

Siamo lieti come Associazione La Via del Fare di aver scelto di condividere con tutti gli amici che seguono le nostre pagine e gruppi, il bel progetto di “LIVE COOKING dello Chef Paolo Fugali, che è stato un prezioso ed utile intrattenimento durante il lungo periodo dell’isolamento per Covid. Questa modalità di lavoro avrà sicuramente una fase di trasformazione e prosecuzione in tempi e modi diversi, ma sempre con la stessa impronta familiare ed amicale che ha contraddistinto le Live da Casa Fugali.

Non ci resta che augurare buon lavoro a tutta la famiglia Fugali capitanata dallo Chef Paolo e dalla regista Erika.
Vi proponiamo un video sulle mafalde palermitane e una gallery delle ricette che lo chef ha presentato da casa durante il periodo di quarantena.
Buon appetito!

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Felicia Impastato, una madre alla ricerca della verità

Come tutti gli amici della Via del Fare sanno, la nostra associazione porta nel suo DNA la difesa dei diritti e della legalità con numerose iniziative sul territorio di Torre Maura. Tra queste, la più recente riguarda il ricordo della voce coraggiosa di Peppino Impastato che abbiamo voluto amplificare e trasmettere con il progetto delle Orme Gialle.

Adesso vogliamo sostenere la visione del film sulla madre di Peppino, Felicia Impastato, donna, anzi madre, orgogliosamente siciliana, che non si arrenderà mai a verità di comodo o facili vendette per ottenere piena luce sull’omicidio del figlio in nome della giustizia con la maiuscola. Felicia è mirabilmente interpretata da Lunetta Savino.
Vi invitiamo dunque tutti a sintonizzarvi venerdì 22 maggio su Rai 1, in prima serata, alle 21,20 per ricordare e trasmettere agli altri il valore della memoria, il valore della “testa alta e della schiena dritta”, come ripeteva sempre la stessa Felicia Impastato.

 

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L’impatto del Coronavirus sul futuro di bambini e ragazzi in povertà educativa

Proseguendo la linea di condivisione d’intenti e supporto, soprattutto con azioni in ambito territoriale, con il “Punto Luce” di Save the Children a Torre Maura, dopo aver firmato come Associazione La Via del Fare il Manifesto per il programma straordinario “RISCRIVIAMO IL FUTURO”, ci sembra importante ancora una volta mettere a disposizione tutti i nostri canali di comunicazione locali e non, per aiutare la diffusione di una campagna nata appositamente durante il periodo d’isolamento per il Coronavirus.

Il fine di questo programma straordinario è quello di sostenere il percorso educativo di bambine, bambini e adolescenti che vivono nei contesti più deprivati, nel contrastare la povertà educativa ed a scongiurare l’abbandono del percorso scolastico. Sarà necessario continuare ad essere al fianco di bambini e ragazzi, supportandoli nel concludere un anno scolastico particolarmente difficile, nell’affrontare una lunga estate piena di incognite, che non potrà essere un tempo che trascorra privo di opportunità educative e poi nella ripresa di un nuovo anno scolastico, carico di aspettative che non possono essere deluse.

Per tutte queste ulteriori nuove emergenze sociali nate dall’isolamento e dalle restrizioni sanitarie, ci sembra utile e necessario condividere questo progetto e vi invitiamo a leggere con attenzione le linee guida pratiche ed eseguibili, in molti contesti sociali, didattici ed educativi, proposte dalla pubblicazione che alleghiamo in questa pagina “Riscriviamo il futuro: l’impatto del Coronavirus sulla povertà educativa“.
Aiuteremo il futuro, aiutando i giovani.

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Seminare legalità in periferia

In occasione dell’anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato, l’Ass.ne “La Via del Fare” ha deciso di porre un piccolo ma significativo segno concreto sulla “Strada della Legalità”, iniziando a far disegnare, dai suoi volontari, alcune “ORME GIALLE” in prossimità della sua sede storica e si è prefissa di far completare questo stesso percorso, dandogli un significato di volta in volta unico come direzione, coinvolgendo da settembre gli studenti del Municipio, come primi creatori, sostenitori e testimoni della Legalità nei quartieri dove vivono ed in cui loro rappresentano la vera speranza per un futuro più.

Alla fine dei vari percorsi di tante Orme Gialle, che confluiranno nella sede di Via dei Colombi, il progetto di sensibilizzazione alla Legalità prevederà la proiezione del film “CENTO PASSI” ed una video intervista alla mamma di Peppino, Felicia Bortolotto, che ebbe il coraggio di puntare il dito, senza esitare, durante un processo contro il boss Badalamenti e di accusarlo con voce ferma, di essere il vero mandante dell’omicidio del figlio.
Questa grande donna ha raccontato fino all’ultimo respiro le pesanti prese di posizioni del figlio, in favore della cultura della legalità e delle nuove generazioni, chiedendo ai partecipanti, al termine di ogni incontro, di tenere “sempre la TESTA ALTA e la SCHIENA DRITTA” .
Con la nostra Associazione vogliamo convintamente riprendere il messaggio educativo di questa sua integrità morale, tenendo sempre viva la cultura della Legalità e la memoria degli eventi storici accaduti.

In onore della devozione di mamma Felicia per il sacrificio della vita di suo figlio, è significativo riportare questo brano che la ritrae in grande autenticità.

Dalla pagina Peppino Concorso Impastato:

“Chistu unn’è me figghiu…”
Chisti un su li so manu,chista unn’è la so facci.
Sti quattro pizzudda di carne un li fici iu.
Me figghiu era la vuci chi gridava ’nta chiazza
eru lu rasolu ammulatu di li so paroli
era la rabbia, era l’amuri
chi vulia nasciri, chi vulia crisciri.
Chistu era me figghiu
quannu era vivu,
quannu luttava cu tutti:
mafiusi, fascisti, omini di panza
ca un vannu mancu un suordu
patri senza figghi, lupi senza pietà
Parru cu iddu vivu
un sacciu parrari cu li morti.
L’aspettu iornu e notti,
ora si grapi la porta trasi, m’abbrazza,
lu chiamu, è nna so stanza
chi studìa, ora nesci,
ora torna, la facci
niura come la notti, ma si ridi è lu suli
chi spunta pi la prima vota,
lu suli picciriddu.
Chistu unn’è me figghiu.
Stu tabbutu chinu di pizzudda di carni
unn’è di Pippinu.
Cca dintra ci sunnu tutti li figghi
chi un puottiru nasciri
di n’autra Sicilia.”
“Questo non è mio figlio.
Queste non sono le sue mani
questo non è il suo volto.
Questi brandelli di carne non li ho fatti io.
Mio figlio era la voce che gridava nella piazza
era il rasoio affilato delle sue parole
era la rabbia, era l’amore
che voleva nascere, che voleva crescere.
Questo era mio figlio quand’era vivo,
quando lottava contro tutti:
uomini di panza, che non valgono
neppure un soldo
padri senza figli, lupi senza pietà
Parlo con lui vivo
non so parlare con i morti.
L’aspetto giorno e notte,
ora si apre la porta
entra, mi abbraccia,
lo chiamo, è nella sua stanza
a studiare, ora esce, ora torna,
il viso buio come la notte,
ma se ride è il sole
che spunta per la prima volta,
il sole bambino.
Questo non è mio figlio.
Questa bara piena di brandelli di carne
non è di Peppino.
Qui dentro ci sono tutti i figli non nati
di un’altra Sicilia.”

Felicia Bortolotto Impastato

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