La Voce delle Donne

Una nuova rubrica dedicata alle donne

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Siamo in una relazione sana o tossica?

Come alcuni disturbi della personalità possono influenzare i rapporti interpersonali

di Cristina Cerbara (ex Presidente Commissione Pari Opportunità del Municipio VI – 2016/21)

Lo sguardo rivolto su queste tematiche così importanti è frutto di un’intensa e partecipata esperienza nei territori municipali della periferia romana ed in particolare tra le donne e le problematiche più comuni nel mondo femminile, dove i rapporti umani familiari e professionali, hanno un peso notevole anche sulla gestione delle Pari Opportunità.

Quindi lo sguardo e le tematiche di cui accennerò, non sono in stretto linguaggio tecnico ma esposte così come può essere utile a molti, per una più larga divulgazione del tema delle relazioni umane, familiari, sentimentali, lavorative, sia al femminile che al maschile.

Premesso che tutte le relazioni nascono con la speranza che siano fonte di serenità e di benessere spesso ci si imbatte, purtroppo, in storie malsane dove uno dei due partner si eleva e l’altro soccombe.

Un rapporto soddisfacente o come vuole definirsi SANO, si basa sempre sul rispetto, sulla stima, sulla fiducia, sulla reciprocità e sull’empatia (ovvero sul sentire le emozioni dell’altro, mettersi nei suoi panni e cercare di evitare di arrecargli sofferenze).

Tutto questo in una relazione TOSSICA o MALATA non avviene e, come dicono gli esperti, i motivi sono quasi sempre attribuibili a traumi emotivi subiti in infanzia ed in adolescenza (genitori assenti e/o anaffettivi che hanno idolatrato il proprio figlio o al contrario lo hanno ignorato facendolo sentire poco capace ed insicuro). Queste mancanze infantili spesso causano una corazza intorno all’ego ferito dell’individuo e sfociano negli anni in disturbi della personalità, dal narcisismo patologico alla psicopatia.

I disturbi della personalità oggi sono purtroppo molto diffusi e sono fra le prime cause di violenza oltre che fisica, psicologica, soprattutto nella vita di coppia.

Quali sono i tratti più comuni di una persona affetta da disturbi della personalità?

Tra i più comuni e facilmente riconoscibili ci sono:

-immagine grandiosa di sè;

-senso di superiorità rispetto all’altro;

-mancanza di empatia;

-rapporti superficiali con il prossimo quasi sempre finalizzati al ricavarne tornaconto personali;

-avarizia;

-bisogno di mentire continuamente;

-invidia;

– competizione continua con chiunque.

Ed a quali persone si lega un narcisista patologico? Chiaramente a persone che sono il loro opposto:

-persone empatiche;

-sensibili, che hanno alti valori morali ;

-vitali, alle quali possono succhiare l’energia della quale sono sprovvisti (sono perennemente depressi e insoddisfatti nonostante abbiano una buona posizione sociale e siano ricchi);

-persone che possono manipolare essendo innamorate dell’immagine falsa che hanno fatto credere loro di avere davanti

-persone di bell’aspetto e di una certa posizione sociale ed economica.

Ricordiamo bene a questo punto che la descrizione di queste caratteristiche è rivolta ad entrambi i sessi, perché i disturbi di personalità riguardano alla fine sia gli uomini che le donne.

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Una delle tattiche che mettono in moto i narcisisti patologici è proprio quella di farsi vedere falsamente ben intenzionati, avere gli stessi interessi della vittima, mostrarsi attenti, premurosi, insomma i classici principi azzurri che ogni donna vorrebbe incontrare nella vita.

Questa fase cosi appassionata non a caso prende il nome di “Love Bombing (Bombardamento d’amore)”.

Una volta fatta innamorare la vittima però, inizieranno a mostrarsi diversi e la maschera pian piano cadrà.

Inizieranno ad essere maleducati, sprezzanti, irrispettosi, svaluteranno il proprio partner e lo considereranno come un oggetto che deve essere utilizzato finchè tornerà utile.

Spesso il partner scelto deve fornirgli prestigio sociale, deve essere sfruttato economicamente e sessualmente finchè questo si ribella ed a quel punto, avverrà la fase del silenzio punitivo detto anche “Ghosting (sparizione come un fantasma)”, nel quale il narcisista sparisce improvvisamente per punire il compagno, lo blocca sui social e/o non risponde ai messaggi ed alle chiamate.

Questo sparire chiaramente desta sofferenza nell’altro che non riesce a capirne le cause e proprio perchè avviene in maniera improvvisa provoca un vero e proprio shock emotivo.

In questa fase la vittima dell’abuso si strugge e cerca di avere un chiarimento o un qualsiasi contatto con il suo carnefice che godrà nel vederla sofferente e supplicante.

Mentre la vittima si strugge, il narcisista starà corteggiando un’altra persona per poi ritornare dalla sua ex vittima quando sembrerà stare meglio, a distanza di mesi o anni e ricominciare il ciclo malato fatto di emozioni altalenanti, instabilità, menzogne silenzi e distacchi.

Chiaramente, una persona forte emotivamente, con una grande autostima si allontanerebbe facilmente da questo gioco al massacro o saprebbe ribaltare la situazione senza ferirsi, anche se è molto faticoso farlo, ma chi cade in queste storie ne diventa quasi sempre dipendente.

Le vittime non si capacitano di tanta cattiveria e finzione e poi essendo persone molto empatiche, capaci di vedere sempre il buono negli altri, credendo di poterli veramente salvare con il proprio amore.

In realtà solo un buon percorso di psicoterapia potrebbe essere utile a queste persone disturbate per riuscire a guardarsi dentro e tentare di curarsi, ma è difficile che ammettano di aver bisogno di aiuto e che si rendano conto di doversi rivolgere ad un esperto, proprio perchè non sono capaci di autocritica e sono convinti che siano sempre gli altri a sbagliare.

In fondo vivono bene così, mettendo al centro solo se stessi ed i propri bisogni egoistici, usando le persone come si fa con gli oggetti, una volta utilizzata una cosa la si butta via.

Coloro che interagiscono con i narcisisti patologici, finchè sono funzionali ai loro bisogni vengono considerate, corteggiate e adorate, dopodichè verranno riposte su uno scaffale per essere riutilizzate forse in futuro, eventualmente o molto più spesso gettate via come stracci vecchi.

Parliamo quindi di rapporti di comodo, di interesse, che sembrano colmare vuoti e bisogni ma non di rapporti di amore in quanto, come base di partenza, questi soggetti non hanno capacità di amare nessuno ma solo di distruggere chiunque abbia la sfortuna di voler intraprendere con loro un percorso autentico, sano, basato sulla condivisione, sul sostegno e sulla progettualità.

Nel momento in cui ci si accorge della tossicità della relazione, che alla lunga causa problemi non solo psicologici ma anche fisici alla vittima, questa dovrebbe avere la forza e la possibilità di scappare a gambe levate da tanto dolore.

Il problema spesso diventa più grande se ci sono figli da contendersi e cosa molto frequente, non avere l’indipendenza economica che rende chiunque libero di poter scegliere di allontanarsi e di potercela fare da solo.

Un invito a tutte le donne e in particolare alle più giovani: abbiate cura di voi stesse, vogliatevi bene e ricercate la vostra indipendenza economica che vi renderà per sempre libere di poter scegliere cosa sia il meglio per la vostra vita senza obblighi alcuni.


Dossier Viminale 2022

Salito Vertiginosamente il numero dei femminicidi, ma preoccupanti Anche i dati sugli atti omo-lesbo-bi-transfobici e sugli Atti intimidatori contro Giornalisti/e

È stato pubblicato il “Dossier Viminale”, che, diffuso more solito il 15 agosto in occasione della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cnosp), offre un quadro riassuntivo delle attività e delle iniziative di tutte le componenti del ministero dell’Interno, relative al periodo che va dal 1° agosto 2021 al 31 luglio 2022 e poste a confronto con lo stesso periodo precedente.

Del ricchissimo report, di cui troverete in basso il link di riferimento, ho scelto tre infografiche, che ritengo particolarmente significative: quella sulla violenza di genere, quella sui crimini d’odio, quella sugli atti intimidatori a giornalisti e giornaliste. Si tratta, giova ricordarlo, di dati non consolidati.

Andando ad analizzare le singole infografiche in questione balza subito all’occhio l’escalation dei femminicidi, che sono stati 125 rispetto ai 108 dello stesso periodo precedente, ossia in media più di una donna uccisa ogni 3 giorni. Su 125 ben 108 sono stati compiuti in ambito familiare o affettivo, di cui 68 da un partner o da un ex. I femminicidi costituiscono dunque il 39,2% del totale delle vittime di omicidio volontario, che sono state 319 rispetto alle precedenti 276.

Rispetto ai crimini d’odio, il cui monitoraggio si basa sui dati raccolti da OSCAD senza avere valore statistico ufficiale, sono 314 le segnalazioni registrate (rispetto alle 416 del periodo precedente), di cui 121 riguardanti l’etnia, 83 la religione, 34 la disabilità, 67 l’orientamento sessuale (rispetto alle precedenti 73) e 9 l’identità di genere (dato rimasto immutato). Ma si tenga in conto che tale quadro risente fortemente di due problematiche: l’under-reporting (ossia la mancanza di denunce, che determina una sottostima del fenomeno) e l’under-recording (ovvero il mancato riconoscimento della matrice discriminatoria del reato dal parte delle forze di polizia e degli altri attori del sistema di giustizia penale). In rapporto poi specifico ai crimini d’odio omofobici, bifobici e transfobici essi, come rilevava giustamente tempo fa Antonio Rotelli su Gaynews, hanno, rispetto a quelli relativi a «razza, etnia, nazionalità, religione e appartenenza a minoranze linguistiche nazionali» previsti dalla legge Mancino-Reale e ora riprodotti negli articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale, «il problema di mancanza di copertura normativa che rende impossibile l’estrazione di dati con valenza statistica».

E sono infine 64 – ma, in questo caso, i dati si riferiscono al 1° semestre 2022 – gli atti intimidatori nei confronti di giornalisti/e, 55 dei quali avvenuti tramite web. Otto episodi sono da attribuire alla criminalità organizzata, 37 per l’attività socio-politica. In testa per numero di intimidazioni registrate il Lazio (12) e la Lombardia (12), seguite da Campania (9), Calabria (5) e Puglia (4)


L’Istituto europeo per la parità di genere premia la Regione Lazio: prima in Italia

Tiburno Quotidiano / 17 Agosto 2022

La Consigliera Dem Eleonora Mattia: “Il riconoscimento è un plauso anche alla legge sulla parità salariale”. Lei la prima firmataria.

La Regione Lazio riconosciuta dall’EIGE – l’Istituto Europeo per la parità di genere- come l’unica in Italia per essersi distinta nella lotta contro le diseguaglianze di genere nel mercato del lavoro grazie ai 5 bandi di servizi e forniture avviati nel 2020 dalla Regione.  “Per la prima volta in Italia, sono state richieste condizioni per garantire la parità di genere tra i concorrenti ed ottenere premialità necessarie all’affidamento dei bandi – ha spiegato la consigliera regionale dem Eleonora Mattia, Presidente IX Commissione Consiglio Regionale del Lazio.

Sono onorata – ha aggiunto la Mattia – di essere parte di una squadra che, assieme al lavoro della giunta Zingaretti, ha portato il Lazio -primo a livello nazionale- all’approvazione della Legge 7/2021 sulla parità salariale, sostegno all’occupazione e imprenditoria femminile di qualità nonché valorizzazione delle competenze delle donne che mi ha vista prima firmataria.

Una legge trasversale che ha messo a sistema meccanismi di premialità nell’aggiudicazione dei bandi per le aziende virtuose in materia di equa rappresentanza di genere. Tra questi il possesso della certificazione internazionale di Social Accountability (SA 8000) che attesti l’assenza di verbali di conciliazione extragiudiziale per discriminazioni di genere, la presenza di asili nido nelle aziende o di altri strumenti dedicati alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nel rispetto del ruolo di cura familiare, nonché l’iscrizione al registro regionale per le aziende virtuose che attuano la parità salariale e le relative premialità ”.

Dunque, non solo un riconoscimento che inserisce le politiche di genere della nostra regione tra le buone pratiche europee, ma un vero e proprio plauso – ha concluso la consigliera regionale dem- a una scelta di campo effettuata per essere dalla parte delle donne, della loro indipendenza e autonomia e per combattere le radici della violenza, spesso di natura economica, particolarmente emerse durante la pandemia. Abbiamo investito sul lavoro delle donne perché crediamo in una società in cui non vi siano differenze tra uomo e donna, per una società più giusta, più equa e che guardi al benessere di tutte e tutti”.

Link diretto all’articolo:

L’Istituto europeo per la parità di genere premia la Regione Lazio: prima in Italia – Tiburno Tv


Violenza di genere

Con l’espressione “violenza di genere” si indicano tutte quelle forme di violenza maschile – psicologica, fisica, sessuale ed economica – che colpiscono le donne, in ambito familiare o lavorativo, costituendo non solo una discriminazione ma anche, e soprattutto, una violazione dei diritti umani.

Le Nazioni Unite in occasione della Conferenza Mondiale sulla violenza contro le donne tenutasi a Vienna nel 1993, la definiscono come ogni atto legato alla differenza di sesso che provochi o possa provocare una sofferenza o un danno fisico, sessuale o psicologico della donna, compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o l’arbitraria privazione della libertà pubblica e privata.

Il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che propone un quadro normativo completo è stato identificato nella Convenzione del Consiglio d’Europa “sulla prevenzione e la lotta contro le donne e la violenza domestica”, siglata ad Istanbul l’11 maggio 2011 e ratificata dall’Italia con Legge 27 giugno 2013, n.77. Agli obblighi imposti dalla Convenzione ha dato attuazione il decreto anti-femminicidio che, sempre nel 2013, ha introdotto e rimodulato una serie di misure sia di carattere preventivo che repressivo.

Come sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità la violenza contro le donne è, inoltre, un grave problema di salute pubblica, di dimensione globale, che incide direttamente sul benessere fisico e psichico delle donne e indirettamente sul benessere sociale e culturale di tutta la popolazione, determinando, dunque, un costo sociale che il sistema deve sostenere.

Con questa consapevolezza la Regione Lazio ha riformato la propria legislazione in materia, riconoscendo ogni forma e grado di violenza e assicurando misure di sostegno rivolte direttamente alle donne e ai loro figli, per consentire loro di recuperare la propria autonoma individualità e di riconquistare la propria libertà, nel rispetto della riservatezza.

In tale contesto si inserisce la legge regionale 19 marzo 2014, n.4 “Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna”, che prevede, interventi regionali finalizzati alla promozione di politiche integrate di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. In particolare:
Promuove, presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, specifici progetti e interventi per la diffusione di una cultura dei diritti umani e del rispetto dell’altro, con particolare riferimento alla prevenzione e al contrasto della violenza e al superamento degli stereotipi di genere;
Sostiene e potenzia strutture e servizi di presa in carico, di accoglienza e di reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza e dei loro figli;
Promuove e rafforza le reti locali idonee a prevenire e a contrastare episodi di violenza nei confronti delle donne;
Promuove interventi volti a sostenere l’autonomia economica e psicologia delle donne vittime di violenza, ai fini dell’inserimento lavorativo, anche attraverso forme di sostegno a iniziative imprenditoriali;
Sostiene la formazione professionale rivolta agli operatori pubblici e del privato sociale.
La struttura della Regione Lazio che si occupa di violenza di genere è l’Area Pari Opportunità presso il Segretario Generale.

Normativa internazionale
Normativa nazionale  
Normativa regionale 

Informazioni e contatti: Area Pari Opportunità

e-mail:violenzadigenere.pariopportunita@regione.lazio.it – Pec:pariopportunita@regione.lazio.legalmail.it

Link diretto all’articolo:

Regione Lazio | CITTADINI-PARI-OPPORTUNITA-VIOLENZA-GENERE


TENTATO FEMMINICIDIO A TORRE DI MOSTO -NON CHIAMIAMOLA GELOSIA MA VOLONTA’ DI UCCIDERE


AFGHANISTAN OGGI: NON E’ UN PAESE PER DONNE


LA POSTA DEL CUORE di MAVA FANKU’